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 “Ciò che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” Madre Teresa di Cacutta 

Che tutta la storia della salvezza ci dice che 
Dio è Carità, ma fino a che punto Lo è, 
lo si scopre solo in Gesù Cristo e nella Sua morte 
in croce per la salvezza degli uomini.

In questo consiste l’amore: 
“Non siamo stati noi ad amare Dio, 
ma è Lui che ha amato noi”.

Tra le caratteristiche della Carità il Vangelo pone in evidenza,
da un lato il suo carattere pubblico e insieme trasparente, 
dall’altro la concretezza. 
La Carità, infatti, spinge il cristiano ad assumere un’attiva responsabilità 
nei confronti del mondo in tutti i suoi aspetti. 
Infine la Carità evangelica si caratterizza essenzialmente per la gratuità che va oltre ogni misura, 
affinché la testimonianza della Carità cristiana sia sempre più immagine di Cristo. 
In data uno ottobre 1987 nel cuore del centro storico di Agrigento 
si apre un Centro di Accoglienza per persone in difficoltà, 
in modo da sostituire all’occasionalità e all’individualismo,
un interesse costante verso i bisogni e le necessità dei poveri.

L’Associazione “Centro di Ascolto e di Accoglienza San Giuseppe Maria Tomasi Onlus” 
nasce, quindi, con l’obiettivo di offrire servizi ad ampio raggio di azione, 
ai quali può accedere chiunque ne sente la necessità.

I servizi offerti sono orientati ad offrire 
accoglienza, assistenza, orientamento, consulenza, informazione, 
a tutti coloro che vivono ai margini della società 
e/o che per vari motivi, si trovano in un temporaneo stato di bisogno.

In risposta ad un’ottica solidaristica che prescinde dall’assistenzialismo, 
ma che si pone l’obiettivo primario di facilitare la progressiva autonomia dei destinatari delle azioni, 
l’Associazione realizza una serie di interventi e servizi di cui beneficiano gli indigenti del territorio, 
prescindendo dal sesso, razza o religione.
Dai risultati di un censimento fatto da alcuni volontari sul territorio, 
è stato rilevato, che per le vie della città e nei pressi della stazione ferroviaria vivono tanti barboni, extracomunitari e apolidi.

I volontari, inoltre, hanno potuto evidenziare le condizioni disagiate ed a volte disumane, 
in cui queste persone sono costrette a vivere, soprattutto, nei mesi invernali.

Quale altra motivazione potrebbe essere più grande di questa, 
per garantire un pasto caldo, condizioni igieniche accettabili, un letto ed un tetto, 
che permettono di restituire ad ogni uomo quella dignità da tempo perduta?

Con l’avvio delle attività, i volontari del centro, si sono potuti rendere conto di come era necessario fare di più, 
visto che le esigenze del territorio non erano soddisfatte pienamente. 

Ecco allora che si è sentito il bisogno di far nascere un’attività socio – assistenziale verso i bisogni dei cittadini e non, 
che è stata seguita da un’azione sempre più precisa e puntuale.

Infatti sono stati promossi, ad esempio, dei corsi di formazione – professionale e culturale per garantire un livello di alfabetizzazione generale.


 
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